Pompei, la città romana sepolta dalla lava del Vesuvio nel 79 d.C., continua a riservare delle sorprese. Nonostante il parco archeologico che oggi la protegge sia già molto ricco di monumenti, gli archeologi e le archeologhe continuano a fare nuove incredibili scoperte.
Di recente è venuta alla luce un’abitazione appartenuta forse a un noto uomo politico di Pompei: Aulo Rustio Vero. Nella casa si trova un grande salone che misura 15 metri di lunghezza e 6 di larghezza; ha pareti nere, decorate con affreschi. Le pareti venivano dipinte di nero per evitare che si vedessero le tracce del denso fumo prodotto dalle lampade a olio che illuminavano la sala.
I padroni di casa si riunivano in questo salone insieme ai loro ospiti al tramonto: qui banchettavano e chiacchieravano.
Oggi, i nostri argomenti di conversazione sono l’ultimo disco di Taylor Swift o un video virale su TikTok, un tempo invece le persone parlavano di… mitologia (e di altre cose, naturalmente). Sulle pareti, quindi, venivano spesso ritratte scene mitologiche proprio per fornire uno spunto di discussione o di riflessione.
Anche gli affreschi di questa sala sono ispirati al mito, in particolare alla guerra di Troia.
In questo post ci concentriamo sui dipinti, qui invece vi raccontiamo i miti da cui hanno preso spunto.
Elena e Paride
Sulla parete a nord è raffigurato quello che forse è stato il primo incontro tra Elena e Paride, ovvero i due personaggi che secondo il mito sarebbero all’origine della guerra di Troia.

Elena indossa una tunica (chitone) azzurra con decorazioni dorate e un mantello (himation) verde chiaro; ai piedi ha dei calzari rossi. Indossa gioielli in oro: orecchini con pendente, una collana, un bracciale. I capelli sono raccolti da un copricapo.
La regina è accompagnata da un’ancella che sta alla sua sinistra.
Paride viene ritratto come un giovane pastore: in mano tiene un bastone per guidare il gregge e ai suoi piedi è accucciato un grosso cane. Il giovane principe è vestito secondo la moda orientale dell’epoca: indossa una tunica azzurra con le maniche lunghe, un mantello verde, dei pantaloni. Il capo è coperto con un cappello che scende fino alle spalle.
Apollo e Cassandra
L’affresco della parte sud invece rappresenta Apollo e Cassandra, la figlia di Priamo, re di Troia.

Apollo è raffigurato nudo, coperto solo da una mantello azzurro; sul capo ha una corona di alloro. Apollo è il dio della musica e infatti appoggia la mano sinistra su una cetra (uno strumento a corde, simile a un’arpa).
Cassandra indossa una tunica marrone e un mantello più chiaro; i lunghi capelli le scendono sulle spalle e sul capo c’è una corona d’alloro. Quello che colpisce è la posizione del corpo e l’espressione del viso della donna: sembra preoccupata e addolorata, mentre Apollo appare distaccato e severo. E purtroppo Cassandra in effetti ha dei buoni motivi motivi per disperarsi…
Se gli affreschi vi hanno incuriosito, cliccate qui per conoscere i miti a cui sono ispirati.
Adatt. da Quando la guerra di Troia non era ancora decisa. Il salone nero con affreschi di III stile nella Regio X, Insula 10 di Pompei La foto di copertina è di Mentnafunangann / Wikimedia Commons CC BY-SA 3.0
