Un rossetto molto, molto antico

Generalmente associamo la tecnologia che si è sviluppata durante l’Età dei metalli alla fabbricazione di utensili e armi. Bisogna sapere, però, che la conoscenza dei minerali e delle loro caratteristiche era utile anche per produrre oggetti decisamente diversi da lance e scudi, per esempio veniva impiegata per creare cosmetici molto simili a quelli dei nostri giorni.

Nel sud-est dell’attuale Iran è stato rinvenuto un piccolo cilindro inciso con segni geometrici; il cilindro è fatto di clorite, un minerale, ed è cavo.  Al suo interno c’era un impasto di colore rosso scuro, composto da alcuni minerali,  cere e fibre vegetali: era un rossetto!  Secondo gli studiosi che l’hanno trovato, dovrebbe risalire al II millennio a.C. e potrebbe  appartenere alla potente civiltà Marḫaši, sviluppatasi nell’Iran orientale e citata in alcuni testi cuneiformi mesopotamici. Fino ad ora, è il più antico cosmetico dell’età del Bronzo rinvenuto nel Vicino Oriente.

 

La zona di ritrovamento del rossetto.

I cosmetici prodotti nella prima Età del bronzo (3500-1800 a.C. circa) sono  studiati perché forniscono nuove informazioni sull’utilizzo dei metalli da parte delle popolazioni antiche e sulle loro conoscenze scientifiche.  Sono stati ritrovati in molte tombe e forse erano delle offerte al defunto per preservare la sua “immagine” (oggi probabilmente diremmo il suo look) anche nell’aldilà. Flaconi contenenti cosmetici sono stati ritrovati in Egitto, Anatolia, Mesopotamia, Asia centrale, Cina.

La maggior parte di questi cosmetici però era costituita soprattutto da sostanze nere per truccare gli occhi e bianche da applicare sul viso. Il rossetto in questione ha due particolarità. Innanzitutto il colore: fino ad ora, infatti, non erano stati trovati cosmetici con pigmenti rossi e gli studiosi ora vorrebbero capire quando le persone hanno iniziato a utilizzare questo colore per truccare il viso. In secondo luogo, ha una composizione innovativa perché utilizza poco piombo. Il piombo, se viene ingerito, è dannoso per la salute e gli studiosi si chiedono se le popolazioni dell’Iran lo avessero già capito e per questo ne avessero limitato l’uso.

Infine il rossetto era contenuto in un flacone a fiala, con una forma e dimensioni particolari, diverse da quelle di altri oggetti, forse per renderlo immediatamente riconoscibile anche come oggetto di lusso. La forma e le dimensioni ridotte, inoltre,  suggeriscono che il rossetto poteva essere tenuto comodamente in una mano insieme al manico di uno specchio, lasciando l’altra mano libera per usare un pennello o un altro tipo di applicatore, così come viene mostrato in un papiro custodito al Museo Egizio di Torino.

Fonti: A Bronze Age lip-paint from southeastern Iran, Il rossetto più antico risale a 4.000 anni fa
L'immagine di copertina è di Vecteezy