Come succede anche ai giorni nostri, nel corso del tempo gli “sport” presenti a giochi olimpici sono aumentati. All’inizio infatti c’era solo una di gara di corsa, a cui poi si sono aggiunte altre discipline. L’unica cosa che non è cambiata è che si trattava sempre di gare individuali, non c’erano “sport” di squadra.
Semplificando, possiamo dividere le gare in quattro gruppi: corsa, combattimento, pentathlon e corse con i cavalli.
LE GARE DI CORSA
– La gara che è stata presente fin dalla prima edizione delle Olimpiadi (776 a.C.) è lo stadion. Si trattava di una gara nata probabilmente in ambito religioso. Durante le feste dedicate a Zeus si organizzava una corsa, chi vinceva aveva l’onore di accendere il fuoco nell’area dedicata ai sacrifici al dio.
La gara prende il nome dall’edificio in cui si svolgeva, lo stadion appunto, che gli atleti dovevano percorrere in lunghezza. La pista di Olimpia era lunga circa 192 metri.
Gli atleti partivano da una pedana davanti a cui erano posti una corda o una sbarra, al segnale concordato questi cadevano a terra e gli atleti scattavano.
Successivamente vennero introdotte altre due gare di corsa: il dìaulos che percorreva circa 400 metri e il dòlichos che copriva una distanza compresa tra i 1500 e i 5000 metri.
Ognuna di queste tre gare prevedeva allenamenti specializzati e differenti.
– Nel 520 a.C. ai giochi di Olimpia arrivò una grande novità: l’oplitodromia! Sì il nome è piuttosto difficile, ma non è altro che una corsa con le armi. Si trattava di una gara molto faticosa perché gli atleti dovevano percorrere una lunghezza di circa 400 metri indossando l’elmo e gli schinieri (protezioni per le gambe) e portando lo scudo in bronzo e la lancia. In genere questa gara si svolgeva alla fine dei giochi.
LE GARE DI COMBATTIMENTO
– La lotta comparve alle Olimpiadi nel 708 a.C. Gli atleti si cospargevano il corpo con olio e sabbia per renderlo viscido e scivoloso. Erano permesse tutte le prese sul busto, ma non quelle sulle gambe; era vietato dare pugni, testate, morsi. Vinceva chi riusciva a far toccare terra alla parte superiore del corpo dell’avversario per tre volte. Non c’erano limiti di tempo agli incontri.
– Il pugilato entrò a fare parte della gare nel 688 a.C. Le mani degli atleti venivano ricoperte con strisce di cuoio. Non era permesso fare prese come nella lotta o bloccare le braccia dell’avversario, però si poteva colpirlo con entrambe le mani anche quando era a terra. Esistevano comunque regole per evitare che gli incontri fossero troppo brutali.
– Nel 648 a.C. ci furono le prime gare di pancrazio, una disciplina molto violenta che univa lotta e pugilato, senza esclusione di colpi. Gli incontri terminavano solo con la resa completa di uno dei due atleti.
Il gruppo dei Pancratisti conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze.
IL PENTATHLON
Nel 708 a.C. venne introdotta una nuova disciplina composta da cinque gare diverse: il pentathlon (penta in greco antico significa cinque).
Di queste gare, tre venivano disputate solo all’interno delle competizioni di pentathlon, cioè non esistevano separatamente. Si trattava del salto in lungo, del lancio del disco e del lancio del giavellotto. A queste si aggiungevano poi lo stadion e la lotta, che mantenevano le regole consuete.
– Gli atleti del salto in lungo tenevano in mano degli speciali manubri in pietra o metallo che potevano pesare fino a circa 4 chili; i manubri avevano lo scopo di facilitare e allungare il salto. Durante la rincorsa le braccia rimanevano aderenti al corpo, al momento dello stacco del salto le braccia si allungavano in avanti e poi tornavano indietro. Gli atleti atterravano a piedi uniti su una pista di sabbia accuratamente livellata dopo ogni salto in modo da verificare il punto esatto in cui si toccava terra.
– Il lancio del disco era una disciplina molto amata dai Greci perché univa forza, eleganza ed agilità. Il disco poteva essere di pietra o di metallo, aveva un diametro che variava tra i 20 e i 35 centimetri e poteva pesare anche 3 chili. L’atleta doveva salire su una speciale pedana per fare il lancio e aveva a disposizione cinque tentativi.
– L’attrezzo usato nel lancio del giavellotto era simile alle lance usate per la caccia o la guerra. Era un lungo e sottile bastone con un estremità ricoperta di metallo. Il giavellotto aveva un’impugnatura in cuoio con dei lacci che venivano avvolti intorno al braccio dell’atleta e che, al momento del lancio, favorivano la rotazione dell’asta su se stessa e quindi la rendevano più stabile la sua traiettoria.
Al termine di tutte e cinque le gare che componevano il pentathlon vinceva che era in vetta alla classifica generale.
LE CORSE CON I CAVALLI (E I CARRI)
Nel 680 a.C. si tennero le prime gare con carri trainati da quattro cavalli. Le gare si svolgevano nell’ippodromo, un impianto dedicato solo a questa specifica disciplina. I carri partivano tutti insieme e dovevano fare 12 giri dell’ippodromo. Successivamente vennero introdotte gare in cui l’atleta percorreva sei giri di pista sul cavallo (senza sella o staffe) e gare con le bighe trainate da due soli cavalli.

Esistevano anche gare riservate agli atleti più giovani (sotto ai 18 anni) che però comprendevano solo la corsa e la lotta. Erano comunque i giudici a decidere in quale categoria potesse gareggiare un atleta, se tra i giovano o tra gli adulti… oppure non gareggiare del tutto, se lo ritenevano troppo debole.
Se avete perso qualche post sulle Olimpiadi, potete recuperarlo qui:
Olimpiadi (1): come sono nate – Olimpiadi (2): il mito di Enomao e Pelope – Olimpiadi (3): il mito di Eracle e Augia – Olimpiadi (4): l’organizzazione dei Giochi – Olimpiadi (5): le discipline – Olimpiadi (6): lo svolgimento delle gare – Olimpiadi (7): e le donne? – Olimpiadi (8): la colonia di Crotone – Olimpiadi (9): Milone, il vincitore – Olimpiadi (10): curiosità in ordine sparso
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