Terminiamo questa serie di post sulle Olimpiadi antiche con un po’ di curiosità in ordine sparso.
1) La data di inizio dei Giochi Olimpici
Tutti sappiamo che i Giochi sono iniziati nel 776 a.C., ma come si è arrivati a stabilire questa data?
Ovviamente non abbiamo un documento antico che dica qualcosa come:
“SIAMO NEL 776 a.C. E OGGI, 4 AGOSTO, INIZIANO LE PRIME OLIMPIADI DELLA STORIA!”
Un documento del genere non può esistere. E dunque?
Per fortuna i Greci si sono presi la briga di registrare i nomi dei vincitori; in questo modo si è potuto conoscere quante edizioni ci sono state. Sapendo poi che i Giochi si svolgevano ogni quattro anni e che la 195a edizione si era tenuta nell’1 d.C. è bastato andare a ritroso e si è arrivati al 776 a.C.
Secondo alcuni studiosi, però, questa data non si riferisce alla prima edizione in assoluto dei Giochi. Indicherebbe invece il momento a partire dal quale le Olimpiadi hanno cominciato ad essere la più importante serie di Giochi del mondo greco.
2) L’unica donna ammessa ad Olimpia
Abbiamo detto che le donne non potevano né gareggiare, né assistere alle gare. È tutto vero, però una donna al santuario di Olimpia c’era. Si trattava della sacerdotessa della dea Demetra che aveva diritto a sedere su un trono vicino ai giudici.
3) Che cosa indossavano gli atleti
Nelle prime edizioni delle Olimpiadi gli atleti indossavano un gonnellino, in seguito fu permesso loro di gareggiare completamente nudi.
4) Il vincitore
Il vincitore di ogni gara (che si trattasse di corse o combattimenti) era sempre uno solo, cioè il primo classificato. Non esistevano riconoscimenti o premi per chi arrivava secondo o terzo, come invece succede ai giorni nostri. Lo “spirito olimpico” dei Greci, quindi, era un po’ diverso dal nostro: l’importante era vincere, non partecipare.
5) Imbrogli
Nel mondo dello sport contemporaneo talvolta succede che ci siano dubbi sul comportamento di un arbitro, oppure sul fatto che un atleta abbia vinto una gara rispettando tutte le regole. E nell’antichità?
Succedeva anche allora, anche se i casi registrati sono pochi. Per esempio, nel 396 a.C. un corridore incolpò i giudici di aver favorito un altro concorrente, proveniente proprio da Elide, la polis che organizzava i Giochi.
Nel 332 a.C. invece, due atleti del pentathlon furono accusati di aver corrotto i giudici della gara di lancio del disco. Uno dei due fu addirittura escluso dai Giochi. Per protesta, la delegazione della sua città, Atene, ritirò tutti gli atleti che aveva in gara e abbandonò le competizioni.
6) Il vincitore delle corse ippiche
Nelle gare di corsa con i cavalli e con i carri non venivano premiati il cavaliere o l’auriga, cioè l’atleta che guidava il carro, bensì il proprietario dei cavalli. È grazie a questa particolarità che nel 396 a.C., tra i vincitori delle gare, compare il nome di una donna spartana: non aveva partecipato di persona ma era appunto la proprietaria degli animali!
7) Atleti illustri
Vincere una gara alle Olimpiadi era un grande onore e il prestigio dei Giochi di Olimpia rimase intatto anche quando la Grecia venne conquistata dai Romani. Per questo tra i partecipanti troviamo anche atleti che poi diventarono imperatori, come Tiberio e Germanico; entrambi gareggiarono nella corsa con le quadrighe.
Un caso a parte è quello costituito dall’imperatore Nerone che volle competere sia nelle gare sportive, sia in quelle artistiche (in particolare canto e musica). Aveva però bisogno di tempo per prepararsi e quindi, vista la sua importanza (era l’imperatore in carica!), i giudici decisero di spostare di due anni la data delle Olimpiadi per permettergli di partecipare. Così, nel 67 d.C. Nerone fu il vincitore di ben sei specialità diverse: tre discipline artistiche, due corse con i carri e una corsa con dieci cavalli. Quest’ultima gara fu voluta proprio da Nerone, non era mai stata disputata prima e non venne mai più disputata dopo.
Inutile dire che quella edizione dei Giochi fu molto condizionata dalla partecipazione dell’imperatore e che i giudici che la organizzarono vennero duramente criticati. Per questo, dopo alcuni anni, quella Olimpiade venne annullata.
8) Fonti di informazione
Come sappiamo tutte le cose che sappiamo sulle Olimpiadi?
Intanto ci sono molte fonti materiali, per esempio vasi e piatti decorati con scene che illustrano le gare, gli allenamenti, le premiazioni…
Ci sono poi tantissime fonti scritte. Tra i molti studiosi dell’antichità che hanno lasciato testimonianze sulle Olimpiadi e sugli altri giochi che si tenevano in Grecia, possiamo ricordare Pausania e Filostrato.
Pausania, vissuto nel II sec. d.C., scrisse un’opera di descrizione della Grecia e delle sue tradizioni e dedicò ben due capitoli alle Olimpiadi.
Filostrato, vissuto tra II e III sec. d.C, scrisse un vero e proprio trattato dedicato allo sport e all’allenamento.
9) La fine delle Olimpiadi antiche
I motivi per cui i Giochi sportivi greci non vennero più disputati sono molti e complessi. Tra questi c’è un generale decadimento del mondo greco e delle sue tradizioni nel periodo dell’impero romano. Inoltre quando il Cristianesimo diventò la religione ufficiale dell’impero, nel IV sec. d.C., vennero definitivamente proibite tutte le manifestazioni legate alle antiche religioni politeiste, compresi i Giochi.
La data ufficiale di fine delle Olimpiadi antiche è il 393 d.C.
Se avete perso qualche post sulle Olimpiadi, potete recuperarlo qui:
Olimpiadi (1): come sono nate – Olimpiadi (2): il mito di Enomao e Pelope – Olimpiadi (3): il mito di Eracle e Augia – Olimpiadi (4): l’organizzazione dei Giochi – Olimpiadi (5): le discipline – Olimpiadi (6): lo svolgimento delle gare – Olimpiadi (7): e le donne? – Olimpiadi (8): la colonia di Crotone – Olimpiadi (9): Milone, il vincitore – Olimpiadi (10): curiosità in ordine sparso
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