Milone, un lottatore proveniente dalla colonia di Crotone, è considerato da molti il più grande atleta dell’antichità. Nel 540 a.C. vinse per la prima volta le gare di lotta a Olimpia nella categoria dei giovani. Poi vinse tra gli adulti altre cinque volte. Naturalmente partecipò anche ad altri giochi atletici, vincendo sei volte ai Giochi Pitici, dieci volte ai Giochi Istmici e nove volte ai Giochi Nemei. Un vero campione!
Abbandonata l’attività sportiva, guidò la sua città nella battaglia contro la vicina Sibari. Inutile dire che la vittoria andò ai Crotonesi…
Su Milone hanno scritto molti autori antichi, ma circolano anche molte leggende. Naturalmente la maggior parte delle notizie che abbiamo su di lui, che siano vere o di fantasia, riguardano la sua forza.
Sembra che per allenarsi per le Olimpiadi sollevasse tutti i giorni un vitello. Il tempo passava, lui diventava sempre più forte e il vitello sempre più grande, tanto che alla fine il lottatore era in grado di sollevare un bue.
Secondo qualcuno, Milone aveva l’abitudine di mettersi in piedi con le braccia aperte e le mani spalancate, sfidando chiunque a piegargli il dito mignolo. Ovviamente nessuno ci riuscì mai.
Un’altra sfida amata da Milone era questa. Teneva stretta nel pugno una melagrana e invitava le persone a cercare di strappargliela di mano. Nessuno ne fu mai capace, ma la cosa straordinaria era che il frutto, alla fine, non risultava né danneggiato né schiacciato: la mano lo aveva protetto come un guscio. Per questo talvolta Milone è raffigurato con una melagrana in mano.
Anche la sua morte è avvolta nella leggenda. Sembra che Milone, ormai anziano, camminando nel bosco si fosse imbattuto in un gigantesco albero di olivo con il tronco cavo. Per dimostrare di essere ancora il più forte al mondo, Milone tentò di squarciare il tronco. Il poveretto però non sapeva che quell’albero era stato consacrato alla dea Era (a dire il vero, forse avrebbe potuto pensarci visto che l’albero si trovava proprio davanti al tempio dedicato a lei…). La dea naturalmente si imbestialì e gli tolse immediatamente tutte le forze. Milone rimase quindi incastrato nel tronco e durante la notte venne sbranato da un branco di lupi.
Un fine violenta e poco onorevole.

Se avete perso qualche post sulle Olimpiadi, potete recuperarlo qui:
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La base dell'immagine di copertina è fornita da Biceps Vettori di Vecteezy
